Diario di bordo /2. Pure Tu?! Antropologia dell’amico elettore

Vale per volantinoLa campagna elettorale è un caleidoscopio antropologico veramente eccezionale. Sia osservando i candidati sia gli elettori (ossia tutto il genere umano dai 18 in su) si scoprono un sacco di cose interessanti. Riguardo ai candidati, beh, parlano i manifesti sempre più occhieggianti, e spesso imbarazzanti, da tutte le pareti della nostra città. Ma anche in giro per le vie si osservano fenomeni divertenti. Man mano che sale la febbre elettorale si radunano capannelli attorno a giovani azzimati con auricolare sempre appeso, stile bodyguard, specie nei pressi di bar e caffetterie del centro. Ma la cosa più affascinante riguarda gli amici-elettori, perché nella campagna elettorale riesci a “fare verità” sulle relazioni che hai intrecciato in 40 anni di vita, e le sorprese sono straordinarie. C’è quello che, appena timidamente provi a dire che “sai, mi hanno proposto di candidarmi al…” ti risponde con aria quasi indignata: Pure tu?? Neanche fosse Giulio Cesare sorpreso dai colpi del figlio Bruto. Poi c’è l’amico che conosci da sempre, e sul cui sostegno avresti messo la mano sul fuoco, che taglia corto con un “Io non faccio propaganda a nessuno” (e perché poi? non è che sia una cosa disonesta!), e conclude per accontentarti: “comunque ti posso garantire il mio voto, mia moglie invece vota per quell’altro, ci dividiamo”. Infine ci sono gli entusiasti, finora, sorprendentemente, la maggioranza. Questa è la categoria che tutti i candidati sognano: sembra che non aspettassero altro che la tua candidatura e spontaneamente cominciano a spargere voce, presentarti ad amici e organizzare incontri. Ti fanno pure la foto con lo sfondo rosso della bacheca in sala professori perché vedono che non hai mai il tempo per il volantino (grazie, Caterina!). E la cosa più bella è che fra di loro, oltre agli Amici su cui potevi già riposare il cuore, trovi quelli che magari non etichettavi proprio come Amici, ma erano “semplicemente” colleghi, o mamme di compagnetti dei tuoi figli, persone con cui c’è sempre stata grande stima professionale e umana o magari solo qualche chiacchiera fuori dalla scuola, in attesa dei bambini. E invece di colpo te li ritrovi strenui alleati, sostenitori a oltranza, entusiasti più di te. Fra di loro anche persone che non sentivi da 20 anni, che c’erano per le campagne elettorali di mio padre e che ritornano come un dono inaspettato, con qualche capello bianco in più. Gli amici entusiasti sono quelli che ti fanno pensare che comunque vada ne è valsa già la pena, perché si sono accese tante luci calde, spesso inaspettate, che non si spegneranno certo l’11 di giugno con il resto del caleidoscopio.

A ciascuno di loro va il mio immenso Grazie, fin d’ora.

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